Benvenuti davanti alla Grande Madre, una delle opere più emblematiche
dell’artista torinese Mario Giansone. Questa scultura rappresenta il simbolo
universale della maternità, della protezione e della forza creatrice della natura.
Giansone, con la sua maestria nel plasmare il materiale, dà vita a una figura imponente e al
contempo dolce, capace di evocare un senso di accoglienza e di radicamento.
Osservate la postura della figura. La madre, solida e materna, sembra avvolgere tutto ciò
che la circonda con un abbraccio eterno, quasi a voler proteggere non solo il figlio ma l’intero
mondo. I dettagli scolpiti richiamano le forme naturali, elementi organici che si fondono con
il corpo umano, a sottolineare il legame profondo tra l’essere umano e la terra.
Il titolo, La Grande Madre, richiama un archetipo ancestrale presente in molte culture,
una divinità o entità che incarna la vita, la fertilità e la continuità della specie.
Giansone interpreta questo tema con sensibilità contemporanea, invitandoci a riflettere sull’
importanza della cura e del rispetto per la natura e per le radici da cui proveniamo.
La scelta dei materiali, la tecnica di lavorazione e l’espressività del volto completano l’opera,
trasmettendo emozioni di calma, forza e speranza. Prendetevi qualche istante per
immergervi in questa grande figura. Cosa vi comunica? Come vi fa sentire?
Con La Grande Madre, Mario Giansone ci parla di un legame profondo, eterno,
che va oltre il tempo e lo spazio, e ci invita a riscoprire il valore della protezione,
della vita e della maternità in tutte le sue forme.
 
Immaginatevi Torino alla fine degli anni Ottanta. Una città che ancora pussa al ritmo delle sue
fonderie, dove il metallo incandescente si fonde e danza tra fiamme ardenti, illuminando le notti industriali con bagliori intensi. È in questo scenario che Mario Giansone crea Fuochi di
Fonderia, un arazzo che racconta, con fili di lana e mani sapienti, la forza e il calore di un mondo in trasformazione. Realizzato con una tecnica antica, l’altoliccio, questo arazzo è tessuto a mano, filo dopo filo, intrecciando storie di fatiche e passioni. La lana, morbida al tatto, prende vita sotto le mani dell’artista, diventando metafora del metallo che si scioglie e si plasma. Le forme astratte e i colori vibranti sembrano vibrare come il crepitio del fuoco,
trasportandoci direttamente nel cuore pulsante della fabbrica. Fuochi di Fonderia non è solo
un’opera d’arte. È un viaggio sensoriale nel passato industriale di Torino, un omaggio a chi,
giorno dopo giorno, ha trasformato la città in un simbolo di innovazione e lavoro duro. Attraverso questo arazzo, Giansone ci invita a vedere oltre il ferro e la fiamma, a scorgere l’anima di una comunità che ha saputo reinventarsi e resistere. Lasciatevi avvolgere da questa danza di luce e tessuto e sentite il calore di una città che, come il metallo fuso, continua a plasmare il suo futuro, scintilla dopo scintilla.
Ora vi trovate di fronte a “Ideogramma del jazz”, una scultura creata nel 1954 dall’artista torinese Mario Giansone, esponente di rilievo della scultura moderna italiana. Questa imponente opera è realizzata in bronzo, un materiale tradizionale che Giansone sceglieper la sua capacità di catturare luci e ombre, donando una dimensione vitale e quasi pulsantealle forme scolpite. La scultura poggia su una base in granito, che ne sottolinea la soliditàe il legame con la terra, creando un equilibrio tra leggerezza e massa. “Ideogramma del jazz” èun omaggio visivo e simbolico al jazz, quel genere musicale nato negli Stati Uniti all’inizio del ventesimo secolo, che ha rivoluzionato il panorama artistico mondiale con la sua spontaneità, la sua libertà espressiva e la sua energia ritmica. Giansone interpreta il jazz non come semplice musica, ma come un vero e proprio linguaggio artistico, capace di tradursi in forme astratte che parlano di ritmo, movimento e improvvisazione. Osservate le linee sinuose e i volumi slanciati della scultura. Sembrano muoversi nello spazio con la stessa fluidità e imprevedibilità di una solo jazz. Le superfici bronze catturano e riflettono la luce in modo mutevole, simile alle variazioni tonali degli strumenti, mentre la base in granito dona stabilità e radicamento, suggerendo la connessione tra il ritmo libero del jazz e le sue solide radici culturali. L’altezza imponente di 512 cm permette all’opera di dominare lo spazio, invitando lo spettatore a entrare in un dialogo fisico e emotivo con essa. Le dimensioni relativamente ristrette in larghezza e profondità amplificano invece la sensazione di slancio verticale, richiamando la capacità del jazz di elevare l’animo e trascendere i confini convenzionali. Nel suo insieme, ideogramma del jazz è una sintesi perfetta tra materia e concetto, tra tradizione e innovazione, che riflette il desiderio di Giansone di esplorare nuove forme espressive attraverso l’arte scultoria. Vi invita a percepire la musica con gli occhi e l’arte con il ritmo nel cuore. Prendetevi un momento per lasciarvi ispirare da questa fusione di suono e forma, di energia e stabilità, e immaginate di ascoltare un brano di jazz mentre vi muovete attorno a questa straordinaria scultura.